Gli abbracci spezzati

24 agosto 2010

Un film di Pedro Almodóvar. Con Penelope CruzLluís HomarBlanca PortilloJosé Luis GómezRubén Ochandiano, Tamar NovasMarta AledoAgustin AlmodóvarEnrique AparicioYuyi BeringolaJavier CollLola DueñasJuan Bautista Cucarella,Sabine DaigelerSergio Díaz

Titolo originale Los Abrazos RotosDrammatico, durata 129 min. – Spagna 2009. – Warner Bros Italiauscita venerdì 13 novembre 2009.

via MyMovies

Harry Caine è uno sceneggiatore non vedente. Harry Caine è lo pseudonimo di Mateo Blanco, regista che quindici anni prima ha perso la testa per Lena (Penelope Cruz) protagonista di un suo film ma anche amante di un anziano e potentissimo finanziere, follemente geloso di lei. Il film è il racconto della vicenda di passione e dolore che ha legato Mateo e Lena, racconto fatto al giovane Diego, che è… figlio di Mateo, sebbene lui ne sia all’oscuro.

Bel film, senza stonature. Grande piacere visivo. Grande Penelope Cruz. Forse non un film di grande profondità di analisi dei caratteri.

Voto: 6/7

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Brothers

23 agosto 2010

Un film di Jim Sheridan. Con Natalie PortmanTobey MaguireJake GyllenhaalBailee MadisonTaylor Geare,Patrick FluegerSam ShepardMare WinninghamClifton Collins Jr.Josh BerryCarey MulliganJenny Wade

Drammatico, durata 108 min. – USA 2009. – 01 Distribution uscita mercoledì 23 dicembre 2009

via Mymovies

Sam e Tom sono fratelli. Mentre Tom è un ragazzo perduto (è stato in galera), Sam è un eroe. Capitano dei marines, due figlie e una meravigliosa moglie con cui sta dai tempi del liceo. Parte per l’Afghanistan, e il suo elicottero viene abbattuto. Lo danno per morto ma in realtà viene catturato insieme a un amico soldato dai talebani. Grace, la moglie, non si rassegna alla sua scomparsa, ma lentamente fa spazio nella vita sua e delle figlie a Tom. Tra loro nasce qualcosa. Sam torturato e messo a durissima prova un giorno si trova a dover scegliere tra la sua vita e quella del soldato suo amico. All’ aut aut dei talebani cede e uccide violentemente l’amico. Poi arrivano i nostri, lo salvano e lo riportano a casa. Lui non confessa l’omicidio ma non riesce più a reintegrarsi nella vita di prima, e in più è ossessionato dalla gelosia verso il fratello. Una sera perde la testa, interviene la polizia e lo porta via. Nel finale trova la forza di confessare alla moglie la sua terribile colpa.

Un film piuttosto mediocre. Possiede tante delle pecche dei filmoni americani, come una certa banalizzazione dei talebani presentati come bestie. La vicenda offre degli spunti interessanti, ma non ben sviluppati. Poteva essere anche un bel film, ma non brilla su nessun fronte. La regia non ha nessuna soluzione particolare ed è tutto piuttosto grigio e mediocre, come pure la fotografia. Bella e brava Natalie Portman.

Voto: 5

Silvio Bellicapelli

29 gennaio 2009

Ecco i propositi di Silvio:

Nel nostro partito politico manteniamo le promesse.

Solo gli imbecilli possono credere che

non lotteremo contro la corruzione.

Perché se c’è qualcosa di sicuro per noi è che

l’onestà e la trasparenza sono fondamentali

per raggiungere i nostri ideali.

Dimostreremo che è una grande stupidità credere che

la mafia continuerà a far parte del nostro governo come in passato

Assicuriamo senza dubbio che

la giustizia sociale sarà il fine principale del nostro mandato.

Nonostante questo, c’è gente stupida che ancora pensa che

si possa continuare a governare con i trucchi della vecchia politica.

Quando assumeremo il potere, faremo il possibile affinché

finiscano le situazioni di privilegio.

Non permetteremo in nessun modo che

i nostri bambini muoiano di fame.

Compiremo i nostri propositi nonostante

le risorse economiche siano esaurite.

Eserciteremo il potere fino a che

Si capisca da ora che

Siamo il partito di FORZA ITALIA, la nuova politica
BENE, ORA LEGGILO PARTENDO DAL BASSO!!!

Brand e web 2.0

28 novembre 2008

Segnalo questo post, intitolato Il futuro degli UCG ed il nuovo ruolo della Marca.

Si parla molto nella blogosfera dell’uso che le aziende possono fare del web 2.0.

In questo post invece intravedo un ruolo diverso per la Marca. Abbiamo imparato a distinguere tra azienda e Marca, nel marketing tradizionale. Qui leggo l’ipotesi di un “ruolo da Marca” nel marketing della del web 2.0.

L’uomo che fa gli abiti

27 novembre 2008

Da Business Blog di Scoble e Israel ho deciso di riportare una fantastica case history sul senso del blogging aziendale per una piccola impresa. E’ lungo e ci vuole un po’ di tempo, ma lo vale tutto.

Ringrazio mio figlio novenne oggi a casa da scuola che mi ha dettato. E tra l’altro, ne abbiamo parlato dopo, ha perfettamente colto il senso(!).

L’uomo che fa gli abiti

In un pub di Londra Thomas Mahon e Hugh MacLeod stavano alzando il gomito in compagnia commiserando sé stessi. Mahon era un sarto, non un sarto comune, ma un sarto di Savile Row. Qualcuno, dotato di un guardaroba più fine del nostro, potrebbe svelarvi che gli artigiani di questa particolare strada londinese realizzano gli abiti migliori del mondo. Ma in europa, così come negli Stati Uniti la domanda di vestiti su misura e con un prezzo superiore ai 4.000 dollari era al suo punto più basso alla fine del 2004, quando aveva luogo questa dissoluta bevuta. E, a peggiorare la situazione, l’affitto del laboratorio in quella leggendaria strada di Londra era vertiginosamente salito dopo il restauro del tetto.

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Il futuro è nei Social Network ma anche no

26 novembre 2008

http://www.themarketer.info/26-11-2008/social-network-futuro-marketing/

Il cliente compra ciò che ama

24 novembre 2008

http://www.scattodesign.com/blog/il-cliente-compra-cio-che-ama-di-mario-picchio/

Il microfono aperto di Radio Popolare o della radio 2.0

24 novembre 2008

Sto leggendo Business Blog, uno dei testi sacri, per lo meno stando a uno dei miei blog guru. Il libro mi pare straordinario ma non è di questo che voglio parlare.

E’ che leggendo, mano a mano che familiarizzo con i portati rivoluzionari del web 2.0, mi è venuta un’idea e volevo sentire cosa ne pensate.

A Radio Popolare, che, per chi non è milanese o di area limitrafa, è una radio storica indipendente, esiste uno spazio, un paio di volte al giorno, che si chiama Microfono aperto.

Il principio è molto semplice: c’è un conduttore in studio e generalmente qualche autorevole ospite in collegamento telefonico. Il conduttore introduce l’argomento, gli ospiti danno un contributo dopodiché la linea è aperta agli ascoltatori. L’elemento differenziante rispetto alla norma è che gli ascoltatori intervengono in modo diretto, senza filtro, senza centralino, senza accreditamento.

Senz’altro non è una novità, e ci sono altri esempi di partecipazione diretta alla radio come la famosa storica segreteria telefonica di Radio Radicale; ma mi è venuto in mente che questa modalità di utilizzare il medium radiofonico possa avere delle analogie con il nostro web 2.0.

Mi riferisco per esempio alla condizione “senza rete” (questa forse è troppo sottile facendo una comparazione col web!); intendo dire l’esporsi da parte della radio e del conduttore e degli ospiti a commenti che possono essere positivi e negativi. L’accettare un contradditorio imprevisto. Riunanciare aprioristicamente a controllare lo sviluppo della conversazione. L’interazione continua che si crea tra i vari attori.

Senza dubbio c’è minore accessibilità alla discussione in radio che nella blogosfera: un post resta, una trasmissione si esaurisce in un tempo prescritto. L’accesso – lasciare il commento radiofonico – presuppone l’uso del telefono, prendere la linea. A volte il conduttore esercita anche un’attività di moderazione dettando i tempi etc.

Non so? Questo parallelo però mi piace, anche perché, se può in qualche modo stare in piedi, forse ci dimostra una volta in più che il medium è  sì fondamentale – il blog, ma che la ricerca della conversazione e la partecipazione sono principi a monte e pratiche che si possono perseguire anche in altri modi.

Mi piacerebbe che qualcuno mi facesse sentire la sua opinione…

Blog: voglia di esprimersi o di confrontarsi?

24 novembre 2008

Ieri mia moglie, che è anche la mia geek di riferimento, mi ha fatto una notazione molto interessante. Mi ha detto, con la sua proverbiale nonchalance: un blog deve invitare alla coversazione.

Detto così sembra la scoperta dell’acqua calda; in realtà mi ha fatto capire, pensando alla mia ancora breve esperienza nella blogosfera (quasta volta non lo cancello, ho deciso che l’espressione ci sta!) che un blog può essere usato in due modi: come un diario dove si annotano pensieri e riflessioni, dove si linkano i post di altri etc. La mia esperienza di navigazione ad oggi si limita a questo. Succhiare informazioni, accumulare scoperte, sentirmi aggiornato.

C’è però un secondo modo di intendere un blog: un mezzo per condividere, per discutere, per parlare e per ascoltare.

La differenza potrebbe sembrare poca cosa, un commento ha un post è indice di interrelazione.

Ma se penso ai mie punti di riferimento – per capirci i blog di cui ho richiesto i feed – anche quelli più interessanti, i miei guru, sono molto unidirezionali. L’autore mi offre informazioni, mi da spunti. Ma non mi sento invitato a una discussione, a un vero scambio.

Mi viene da pensare che la questione sia a monte; rispecchia un atteggiamento nei confronti delle cose. E’ importante avere visibilità attraverso il proprio blog. E’ importante fare evangelizzazione.

Però mi sembra più interessante il confronto.

E allora penso che il punto stia nel modo di scrivere, nel progetto di un post. evviva il post aperto.

Ho scelto la mia linea: mi riprometto di usare questa impostazione per il mio futuro lavoro su guru guru.

Per concludere: mondo, che ne pensi?

Le leggi della Pienezza

17 novembre 2008

Ho finito pochi giorni fa di leggere Le leggi della Pienezza Creare, innovare, produrre cose. di Rich Gold, Bruno Mondadori, 2007.

Nel complesso è un libro che mi sento assoultamente di consigliare; surfa su un sacco di temi interessanti: Rich Gold, l’autore, parte dalla sua esperienza autobiografica di artista scienziato designer e ingegnere per toccare temi filosofici molto pregnanti sulla società dei consumi. Di fondo tenta di dare una giustificazione e un senso all’opera di qualcuno che partecipa alla creazione di nuova roba. Roba è un termine usato molto, perlomeno così ce lo ha restituito il traduttore: e da l’idea di una ricerca di linguaggio molto facile e accessibile. Bella l’edizione. Insomma lo consiglio.

Voglio mettere qui sotto alcuni passaggi che ho trovato molto interessanti nella classificazione del concetto di arte e artista: Rich Gold parla dei cappelli che ha indossato nella sua vita; a proposito dell’arte parla di sottocappelli.

“Quelli che praticano le belle arti (…) indossano un basco. Questi artisti lavorano a partire da se stessi, dalle proprie visioni. Cercano di esprimere il loro modo di essere e le loro idee, e l’arte che ne vien fuori è una rappresentazione. (…) L’economia fondametale del basco delle belle arti funziona così: quelli che lo indossano si guadagnano da vivere (ammesso che guadagnino) producendo uno scarso numero di oggetti che vendono per rsorbitanti somme di denaro, solitamente alle aziende, al governo oppure ai ricchi. In un passato no troppo remoto, anche alla Chiesa. (…) Stranamente però, chi indossa il basco si considera il più delle volte un outsider, addirittura in antitesi con la potente élite. Leggi il seguito di questo post »