Archive for the ‘comunicazione’ Category

L’uomo che fa gli abiti

27 novembre 2008

Da Business Blog di Scoble e Israel ho deciso di riportare una fantastica case history sul senso del blogging aziendale per una piccola impresa. E’ lungo e ci vuole un po’ di tempo, ma lo vale tutto.

Ringrazio mio figlio novenne oggi a casa da scuola che mi ha dettato. E tra l’altro, ne abbiamo parlato dopo, ha perfettamente colto il senso(!).

L’uomo che fa gli abiti

In un pub di Londra Thomas Mahon e Hugh MacLeod stavano alzando il gomito in compagnia commiserando sé stessi. Mahon era un sarto, non un sarto comune, ma un sarto di Savile Row. Qualcuno, dotato di un guardaroba più fine del nostro, potrebbe svelarvi che gli artigiani di questa particolare strada londinese realizzano gli abiti migliori del mondo. Ma in europa, così come negli Stati Uniti la domanda di vestiti su misura e con un prezzo superiore ai 4.000 dollari era al suo punto più basso alla fine del 2004, quando aveva luogo questa dissoluta bevuta. E, a peggiorare la situazione, l’affitto del laboratorio in quella leggendaria strada di Londra era vertiginosamente salito dopo il restauro del tetto.

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Il futuro è nei Social Network ma anche no

26 novembre 2008

http://www.themarketer.info/26-11-2008/social-network-futuro-marketing/

Il cliente compra ciò che ama

24 novembre 2008

http://www.scattodesign.com/blog/il-cliente-compra-cio-che-ama-di-mario-picchio/

Il microfono aperto di Radio Popolare o della radio 2.0

24 novembre 2008

Sto leggendo Business Blog, uno dei testi sacri, per lo meno stando a uno dei miei blog guru. Il libro mi pare straordinario ma non è di questo che voglio parlare.

E’ che leggendo, mano a mano che familiarizzo con i portati rivoluzionari del web 2.0, mi è venuta un’idea e volevo sentire cosa ne pensate.

A Radio Popolare, che, per chi non è milanese o di area limitrafa, è una radio storica indipendente, esiste uno spazio, un paio di volte al giorno, che si chiama Microfono aperto.

Il principio è molto semplice: c’è un conduttore in studio e generalmente qualche autorevole ospite in collegamento telefonico. Il conduttore introduce l’argomento, gli ospiti danno un contributo dopodiché la linea è aperta agli ascoltatori. L’elemento differenziante rispetto alla norma è che gli ascoltatori intervengono in modo diretto, senza filtro, senza centralino, senza accreditamento.

Senz’altro non è una novità, e ci sono altri esempi di partecipazione diretta alla radio come la famosa storica segreteria telefonica di Radio Radicale; ma mi è venuto in mente che questa modalità di utilizzare il medium radiofonico possa avere delle analogie con il nostro web 2.0.

Mi riferisco per esempio alla condizione “senza rete” (questa forse è troppo sottile facendo una comparazione col web!); intendo dire l’esporsi da parte della radio e del conduttore e degli ospiti a commenti che possono essere positivi e negativi. L’accettare un contradditorio imprevisto. Riunanciare aprioristicamente a controllare lo sviluppo della conversazione. L’interazione continua che si crea tra i vari attori.

Senza dubbio c’è minore accessibilità alla discussione in radio che nella blogosfera: un post resta, una trasmissione si esaurisce in un tempo prescritto. L’accesso – lasciare il commento radiofonico – presuppone l’uso del telefono, prendere la linea. A volte il conduttore esercita anche un’attività di moderazione dettando i tempi etc.

Non so? Questo parallelo però mi piace, anche perché, se può in qualche modo stare in piedi, forse ci dimostra una volta in più che il medium è  sì fondamentale – il blog, ma che la ricerca della conversazione e la partecipazione sono principi a monte e pratiche che si possono perseguire anche in altri modi.

Mi piacerebbe che qualcuno mi facesse sentire la sua opinione…